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Un amministratore di sostegno per tutti gli invalidi civili. Per la Cassazione anche no.

Tutti gli invalidi civili devono avere un amministratore di sostegno, sono invalidi, è ovvio che sia così!

Stando a questo ragionamento, dunque, sulla base dei numeri forniti dall’INPS, considerando circa 3,5 milioni di prestazioni di invalidità civile, i 3 milioni e 150 mila invalidi gravi e i non autosufficienti, vorrebbe dire che all’incirca 2.500.000 italiani avrebbero bisogno di un Amministratore di Sostegno.

L’abbinamento automatico “invalidità civile e amministrazione di sostegno” però, in realtà, non esiste ma deriva dall’errata convinzione che le due figure siano in parte o in tutto sovrapponibili.

 

“La mia disabilità non è stata un ostacolo significativo nel mio campo.” – Stephen Hawking

Il riconoscimento dell'invalidità civile e la nomina dell'ads

Il punto fondamentale da tenere a mente è questo: il riconoscimento dell’invalidità civile e la nomina di un amministratore di sostegno si basano su presupposti differenti.

In particolare,

  • l’invalidità civile viene riconosciuta ai cittadini con minorazioni fisiche, psichiche o sensoriali che riducono in modo permanente la capacità lavorativa di almeno un terzo (33%) o, per i minori, causano difficoltà nello svolgimento delle funzioni proprie dell’età;
  • l’amministrazione di sostegno è una misura protettiva che può essere disposta a favore di chi si trova nell’impossibilità, anche parziale o temporanea, di provvedere ai propri interessi a causa di un’infermità o menomazione fisica/psichica.

Dunque, due figure diverse e con effetti diversi.

Il riconoscimento dello status di invalido civile è il presupposto necessario e indispensabile per poter accedere a diverse forme di tutela, sia economiche sia assistenziali, tra cui, pensioni, assegni e indennità, agevolazioni fiscali, assistenza sanitaria oltre che permessi lavorativi e inserimento nelle liste di collocamento mirato.

L’amministrazione di sostegno non comporta il riconoscimento di alcun beneficio, ma alla persona fragile viene affiancato un soggetto, l’ads, che, sotto la supervisione del giudice tutelare, la possa aiutare ed assistere nello svolgimento di certe attività, sia di natura ordinaria che straordinaria.

 

Figure diverse, procedimenti diversi

Un altro importante aspetto che distingue l’invalidità civile dall’amministrazione di sostegno è il procedimento per il riconoscimento dei presupposti dell’una e dell’altra figura.

Per il riconoscimento dell’invalidità civile è necessario sottoporsi alla valutazione di una Commissione Medica che accerterà l’esistenza di specifici requisiti di natura sanitaria oltre che amministrativi (tra cui l’essere cittadini italiani o di uno Stato membro dell’Unione Europea regolarmente soggiornanti in Italia o extracomunitari in possesso di permesso di soggiorno di lungo periodo).

Il procedimento per la nomina di un amministratore di sostegno  è gestito, invece, dal Giudice Tutelare, al quale è affidato il compito di valutare, tra gli altri aspetti, le condizioni della persona fragile, la presenza o meno di deficit cognitivi e la conservazione della propria capacità di giudizio e di autodeterminazione.

Per la Cassazione invalidità civile non vuol dire amministrazione di sostegno

A fare chiarezza sulle differenze esistenti tra invalidità civile e amministrazione di sostegno ci ha pensato, ancora una volta, la Cassazione con l’ordinanza n. 25747 del 23 settembre 2026.

Il provvedimento chiarisce, infatti, che anche di fronte ad un soggetto riconosciuto invalido civile totale, affetto da handicap grave e che necessiti di assistenza continua, non è possibile ritenere automaticamente sussistenti i presupposti per la nomina di un amministratore di sostegno.

Anche in presenza di gravi limitazioni fisiche, se la persona conserva adeguate capacità di comprensione, giudizio e autodeterminazione e le esigenze di supporto possano essere soddisfatte mediante gli ordinari strumenti personali o grazie ad una rete familiare o sociale adeguata, non è necessario nominare un amministratore di sostegno.

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