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Cessione del quinto vs pignoramento, a chi va la vittoria?

La cessione del quinto è il meccanismo per cui un prestito che hai richiesto, generalmente non di importo elevato, viene rimborsato mensilmente con il prelievo di 1/5 dello stipendio o della pensione, direttamente in busta paga o mediante trattenuta che viene fatta dall’Inps.

Rientra nell’ambito del credito al consumo, – essendo un prestito richiesto da una persona fisica per finalità estranee all’attività imprenditoriale -, e, ormai da tempo, fornisce un contributo rilevante all’economia e alle famiglie.

Spesso, però, si ricorre alla cessione del quinto senza una piena consapevolezza delle conseguenze che potrebbe avere in situazioni, già in partenza, economicamente difficili e precarie.

 

“Il debito è un ingegnoso sostituto della catena e della frusta.” – Ambrose Bierce

Il meccanismo della cessione del quinto

La cessione del quinto è un finanziamento a tasso fisso, introdotto da una normativa addirittura del secondo dopoguerra (D.P.R. 5 gennaio 1950, n. 180), riservato a dipendenti e pensionati (attenzione, però, non tutte le pensioni sono incluse) ed è un sistema molto diffuso ed utilizzato anche perché sottoposto ad una valutazione creditizia meno rigida rispetto ad altre forme di finanziamento, come potrebbe essere il mutuo ipotecario.

Per questi motivi è sempre stato importante anche per quanto riguarda gli aspetti di inclusione finanziaria.
Questo strumento ha permesso l’accesso al credito a categorie spesso escluse dai prestiti tradizionali – come soggetti segnalati alla centrale rischi, protestati o pignorati – poiché la garanzia principale non è l’affidabilità creditizia del richiedente, ma la stabilità del suo reddito (stipendio o pensione).

Le rate del finanziamento non possono superare il 20% (un quinto) del reddito netto e la durata della cessione da un minimo di 2 anni ad un massimo di 10 anni.
Inoltre, per poter ottenere questo tipo di finanziamento è necessario stipulare un’assicurazione obbligatoria che copra il rischio di perdita di lavoro e di decesso.

 

Come si calcola il quinto

Ipotizziamo che tu abbia uno stipendio mensile netto di 1.400 euro per 14 mensilità, questi i passaggi da fare:

  1. moltiplicare la cifra netta mensile per il numero di mensilità, ossia 1.400 x 14 = 19.600 euro
  2. dividere il risultato ottenuto per i mesi dell’anno, ossia 19.600/12, ottenendo la cifra di 1.633,33 euro
  3. dividere l’importo mensile medio ottenuto per 5, ossia 1.633,33/5. Il risultato, euro 326,66, è proprio il quinto del tuo stipendio e corrisponde alla rata mensile massima che sarà trattenuta dal tuo stipendio per rimborsare il prestito

 

Il limite massimo di cessioni del quinto

Proprio per il nome stesso dello strumento, è intuitivo pensare che si possa ottenere solo una cessione del quinto.
In effetti, per i pensionati il limite è proprio questo, cioè possono chiedere la cessione di un solo quinto.

Diverso è il caso dei dipendenti che possono cedere un ulteriore quinto del loro stipendio: in questo caso si parla di doppio quinto che equivale ad una trattenuta mensile doppia sulla busta paga.

Non ci interessa adesso capire il sistema per ottenere questa seconda cessione del quinto, ma voglio piuttosto spiegarti come coesistono una o più cessioni del quinto con altri finanziamenti e quindi altre rate da pagare e cosa succede in caso di pignoramento.

Cessioni del quinto, rate da pagare e pignoramento

Una convinzione molto diffusa, non solo in rete, è quella per cui, di fronte al rischio concreto di un pignoramento dello stipendio, sia possibile “correre ai ripari” richiedendo in anticipo una cessione del quinto.

L’idea di fondo è intuitiva: se il quinto è già impegnato, il creditore non potrà pignorarlo. Si tratta, però, di un ragionamento che non regge né sul piano pratico né su quello giuridico

 

La cessione del quinto non blocca il pignoramento

La cessione del quinto non esaurisce la quota aggredibile dai creditori: riduce lo spazio disponibile, ma non lo azzera. Il creditore procedente potrà comunque agire sul quinto residuo, nei limiti di legge.

Chi richiede una cessione del quinto nel tentativo di sottrarre risorse ai creditori si trova quindi a pagare rate a una finanziaria e a subire comunque il pignoramento sulla quota residua. Il risultato è un impoverimento ulteriore, non una protezione.

Per non parlare, poi, della possibilità che il creditore richieda che venga dichiarata inefficace nei suoi confronti la cessione del quinto.

 

Come gestire e uscire dai debiti

Pensare di utilizzare la cessione del quinto per proteggersi dalle azioni dei creditori potrebbe rivelarsi una scelta sbagliata e dannosa.
Esistono altri strumenti per gestire i debiti legalmente e in maniera ordinata, ne ho parlato diverse volte in altri articoli del blog, che trovate anche linkati qui sotto.

Quello che bisogna tenere sempre presente è che ogni situazione è diversa dall’altra e non esistono soluzioni pre-confezionate.

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