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Hai dei debiti e stai aspettando. Ecco cosa sta succedendo

Quando ci sono dei debiti da ripagare c’è una cosa che accomuna quasi tutte le persone che mi chiedono un aiuto.
Non è la somma che devono pagare e neppure il numero di creditori che hanno.

È il tempo che hanno aspettato prima di muoversi. Sei mesi. Un anno. A volte anche due o tre…
Nel frattempo, però, qualcosa è cambiato. E non in meglio.

Del fattore “tempo” e delle sue conseguenze ne ho già parlato in questo articolo, in cui però l’argomento erano i crediti.
Qui voglio spiegarvi perché la tempestività è fondamentale anche quando si devono gestire i debiti, cioè l’altra faccia della medaglia.

“Il debito è un ingegnoso sostituto della catena e della frusta.” – Ambrose Bierce

Debiti, cosa succede mentre si aspetta

Ogni mese che passa senza affrontare una situazione di sovraindebitamento è un mese in cui gli interessi maturano, le sanzioni si accumulano, le spese legali dei creditori crescono, debiti su debiti che prima o poi saranno da ripagare.

È un mese in cui alcune soluzioni rimangono aperte, mentre altre si chiudono silenziosamente.

Non arriva nessuna lettera che dice: “Attenzione, hai perso un’opzione”. Succede e basta.

Voglio fare un esempio concreto (e reale).
Una persona con circa trentamila euro di debiti che aspetta diciotto mesi prima di agire si trova spesso a dover gestire una situazione da quaranta a quarantacinquemila tra interessi, more e costi delle procedure esecutive già avviate.

Non è un’ipotesi pessimistica ma è quello che vedo regolarmente.

 

Perché si aspetta

Non per mancanza di volontà.
Non per irresponsabilità.

Si aspetta perché affrontare la situazione sembra più difficile e più costoso del continuare ad aspettare. E per un po’, questa sensazione è anche razionale: finché non accade nulla di definitivo, la mente trova un equilibrio precario nel “vediamo come va”.

Il problema è che questo equilibrio ha un costo invisibile e questo costo non si vede perché non arriva tutto insieme.
Arriva a rate, ogni giorno, sotto forma di una preoccupazione in più, di un’opportunità in meno, di una scelta che si restringe.
Quando finalmente qualcosa si rompe, un pignoramento, una lettera di un avvocato, un conto corrente bloccato, il margine di manovra si è già ridotto.
Non è sparito, nella maggior parte dei casi. Ma è più stretto di quanto sarebbe stato qualche mese prima.

 

Quello che pochi sanno

L’ordinamento italiano prevede strumenti pensati esattamente per queste situazioni.
Non sono soluzioni miracolose.
Sono procedure, alcune stragiudiziali, alcune che richiedono l’intervento del tribunale, che permettono di ristrutturare i debiti in modo sostenibile, spesso con una riduzione significativa di quanto dovuto, e in alcuni casi con la cancellazione completa dei debiti residui al termine del percorso.
Di questi strumenti ne ho parlato diverse volte in altri articoli del blog.

Il punto cruciale è che queste procedure funzionano meglio quando vengono attivate tempestivamente, prima che i creditori abbiano già avviato azioni esecutive, prima che il quadro patrimoniale si sia ulteriormente deteriorato. Prima che le opzioni si siano ridotte.

Non è una questione di urgenza artificiale. È la struttura di come funzionano questi strumenti.

C'è modo e modo di affrontare i debiti

Per gestire i propri debiti si possono raccogliere informazioni in rete per mesi, confrontare soluzioni astratte (anche se ogni situazione è diversa dall’altra e non esistono soluzioni pre-confezionate!), aspettare di sentirsi abbastanza pronti.

Oppure si può sedersi con qualcuno che conosce il percorso, capire in tempi rapidi qual è la strada più adatta alla propria situazione specifica e cominciare finalmente ad affrontare la situazione.
Questa seconda strada non è più costosa. È più breve e arriva prima a destinazione.

Il mio lavoro non è spiegarti la legge.
È aiutarti a capire cosa conviene fare, nel tuo caso e, adesso.

 

Una domanda sola

Se stai leggendo questo articolo, probabilmente hai già accumulato vari debiti a cui stai pensando. Forse da un po’.
La domanda che ti voglio fare è questa: tra un anno, guardando indietro a oggi, preferirai aver aspettato ancora o avermi chiesto un aiuto?

Vuoi approfondire l'argomento?

Se vuoi approfondire ulteriormente l’argomento, ti consiglio di leggere anche questi articoli:

oppure, se vuoi chiedermi un parere legale e toglierti tutti i dubbi, puoi contattarmi utilizzando il box in fondo a questa pagina.

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