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Intelligenza artificiale, dipendenza e amministratore di sostegno

L’intelligenza artificiale è entrata in modo prepotente nelle nostre vite.

Per fortuna, potrebbe dire qualcuno, perché è un aiuto importante per semplificare e facilitare lo svolgimento di tante attività.
Altri, però, potrebbero avere un’opinione contraria a riguardo.

In effetti, sin dalla sua introduzione su larga scala, gli esperti hanno subito cercato di mettere in guardia dall’utilizzo dell’intelligenza artificiale e dai rischi che un suo uso eccessivo, incontrollato o inconsapevole potrebbe comportare per le persone.

Un recente caso di cronaca ha riguardato proprio le conseguenze di natura patologica derivanti da un’utilizzo non adeguato proprio dell’intelligenza artificiale.

 

“Artificial intelligence has had much the same effect as Darwin’s theory. Both aroused in some people anxieties about their own uniqueness, value and worth.” – Herbert A. Simon

L'intelligenza artificiale, a colloquio con un algoritmo

Il bello dei sistemi di intelligenza artificiale è che sono sempre disponibili a rispondere alle nostre domande e ad ascoltarci.
C’è poi il fatto che questi sistemi hanno ormai raggiunto livelli impressionanti per la capacità di comprendere e, soprattutto, di rispondere con naturalezza a tutti i nostri dubbi, tanto che spesso si ha davvero l’impressione di colloquiare con una persona in carne ed ossa.

Lo diceva Herbert Simon* già molti anni fa: “There are now in the world machines that can think, that can learn and that can create.”

Quando si “dialoga” con l’intelligenza artificiale, in realtà, si sta interagendo con un algoritmo, cioè con una sequenza di istruzioni o regole che serve a risolvere un problema, anzi, a risolvere un’infinità di problemi.
Più si parla e più si parlerebbe.

 

La dipendenza dall’algoritmo

Fino ad ora, le dipendenze sono state sempre riferite a comportamenti patologici verso l’alcol, le droghe, la ludopatia e lo shopping compulsivo, l’utilizzo dei social o dello smartphone. Con l’avvento dell’intelligenza artificiale, ora, si apre un nuovo tema, ossia la possibilità che il suo utilizzo crei una dipendenza.

Uno studio statunitense sull’uso dei chatbot-compagni da parte degli adolescenti segnala, come possibili conseguenze, l’attaccamento emotivo, la riduzione del sonno oltre che l’isolamento e la compromissione delle relazioni sociali.
Quello appena descritto è un fenomeno preoccupante e in rapida crescita, specialmente tra gli adolescenti, ed è stata già identificato con l’acronimo GAID, ossia Generative Artificial Intelligence Addiction Syndrome.

 

* Per chi non lo sapesse, Herbert A. Simon è stato uno dei più importanti studiosi di intelligenza artificiale e Premio Nobel per l’economia nel 1978. Ne ho parlato anche nella mia tesi sui Processi Decisionali Aziendali.

Il caso di cronaca

Ne hanno parlato recentemente tutti i media, il caso è quello di una ventenne presa in carico dal Servizio per le dipendenze (Serd) dell’azienda sanitaria Ulss 3 veneziana per “dipendenza comportamentale da IA”.
Si tratta, a dire il vero, solo di uno degli innumerevoli casi dipendenza patologica di cui si ha notizia, che però è balzato all’onere delle cronache avendo come causa scatenante un sistema di intelligenza artificiale.

 

Dipendenza da AI e amministratore di sostegno

Ci si può chiedere, a questo punto, se anche per questo tipo di dipendenza comportamentale possa essere richiesta la nomina di un amministratore di sostegno.

Molte ricerche, svolte negli ultimi anni, hanno stabilito che (anche) le condizioni di dipendenza comportamentale possono avere importanti ricadute dal punto di vista della salute psichica e fisica della persona, ma anche sugli aspetti di equilibrio socio-relazionale, dando spesso origine a comportamenti compulsivi e di isolamento sociale.

In questo scenario, una volta accertata la condizione di dipendenza, può essere nominato un amministratore di sostegno che, insieme al personale sanitario e rispetto del principio di autodeterminazione, possa definire ed assistere la persona in un percorso di cura modulato proprio sulle esigenze della persona.

Si tratterà, quindi, come sempre, di definire un incarico specifico da affidare all’ads modellato in maniera quanto più puntuale possibile su questo tipo di dipendenza di cui ancora forse non si conoscono gli esatti confini.

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