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Amministrazione di sostegno e accettazione di eredità (anche) senza inventario

L’accettazione di eredità è un’operazione sempre delicata e da valutare attentamente.

Immaginiamo l’eredità come una scatola chiusa di cui non conosciamo il contenuto.
Questa scatola può contenere quasi genere di cose, denaro, immobili, oggetti di valore, se siamo fortunati, oppure, può succedere, anche debiti non pagati, ipoteche su immobili, cartelle esattoriali, cause legali in corso o persino obbligazioni verso il fisco che potrebbero ricadere sugli eredi.

Di fronte a questa situazione cosa può fare l’erede e cosa prevede la legge? e nel caso in cui l’erede sia un soggetto tutelato con un amministratore di sostegno quali sono le particolarità?

Si tratta di questioni sulle quali spesso c’è poca chiarezza e non si sa come è meglio comportarsi. In questo articolo voglio rispondere proprio a tutte queste domande

“Ogni eredità è insieme un dono e un peso.” – Honoré de Balzac

Forme dell'accettazione di eredità

Torniamo all’esempio di prima, la scatola chiusa ossia l’eredità.
Anche se potremmo immaginarne il contenuto, fino a quando non apriamo questa scatola non possiamo sapere con certezza cosa contenga esattamente.
Un vero e proprio salto nel buio, che può andare bene oppure no. In questi casi la legge offre tre possibilità:

  • rinunciare all’eredità, ossia si rinuncia preventivamente a diventare eredi, evitando ogni questione circa il contenuto dell’eredità;
  • accettare puramente e semplicemente oppure
  • accettare con beneficio d’inventario

Accettare puramente e semplicemente significa che l’eredità del defunto (qualsiasi cosa essa contenga) si mischia con il patrimonio dell’erede che ha accettato in questo modo, il quale, però, si assume ogni eventuale responsabilità (leggi, ad esempio, debiti non pagati) anche con il proprio patrimonio personale.

Nel caso dell’accettazione con beneficio di inventario, invece, l’erede limita la propria responsabilità al valore di quanto effettivamente ereditato.
Il beneficio d’inventario è particolarmente consigliabile quando non si ha certezza della situazione patrimoniale del defunto, perché permette di “aprire la scatola” e verificarne il contenuto, senza mettere a rischio i propri beni personali.

 

Cosa cambia in concreto: un esempio con cifre

Tizio muore lasciando beni e denaro per 120.000 euro, ma anche debiti per 180.000 euro.
Vediamo i due casi:

  • accettazione pura e semplice: il patrimonio del defunto si confonde con quello dell’erede, i creditori possono quindi soddisfarsi non solo sui beni ereditati, ma anche sul patrimonio personale dell’erede. Dopo aver utilizzato i 120.0000 euro ereditati, restano 60.000 euro di debiti, che l’erede dovrà pagare con risorse proprie;
  • accettazione con beneficio di inventario, il patrimonio personale dell’erede resta separato da quello del defunto e la responsabilità per i debiti è limitata al valore dell’eredità. I creditori potranno essere soddisfatti solo fino a 120.000 euro; i restanti 60.000 euro non potranno essere richiesti all’erede.

 

In quali casi è obbligatorio accettare con beneficio d’inventario?

L’accettazione dell’eredità con beneficio d’inventario è obbligatoria in specifiche situazioni previste dalla legge per proteggere soggetti considerati particolarmente vulnerabili o per tutelare interessi pubblici.

I casi principali sono:

  • minori ed incapaci;
  • persone giuridiche, cioè fondazioni, associazioni riconosciute ed enti pubblici (ma non società).

In queste due situazioni la legge intende proteggere il patrimonio di chi non ha piena capacità di agire e non può valutare autonomamente la convenienza dell’eredità, nel primo caso, o proteggere il patrimonio destinato agli scopi istituzionali dell’ente da eventuali debiti del defunto, nel secondo caso.

E nel caso del beneficiario di amministrazione di sostegno?

Accettazione di eredità ed amministrazione di sostegno

Spesso si tende a confondere la figura dell’amministratore di sostegno con il tutore o con il curatore e questo, anche perché molte delle norme previste in materia di tutela e curatela valgono anche per l’amministrazione di sostegno.

Non è così nel caso di accettazione di eredità da parte dell’ads.

Nonostante spesso molti giudici richiedano “in automatico” l’accettazione beneficiata da parte dell’ads, non esiste alcuna norma che stabilisca l’obbligo e la necessità per l’ads di accettare con beneficio di inventario.

Nel caso in cui il beneficiario di ads diventi erede occorrerà, piuttosto, valutare caso per caso l’opportunità di ricorrere a tale forma di accettazione ma solo nei casi in cui ciò costituisca un’effettiva tutela patrimoniale per il beneficiario.

Perché non conviene sempre accettare con beneficio d'inventario?

Nonostante il beneficio d’inventario offra una protezione importante per il patrimonio personale dell’erede, esistono diverse ragioni per cui non sempre viene scelto come modalità di accettazione.

Innanzitutto, comporta costi e complessità burocratiche significative: l’inventario deve essere redatto da un notaio o dal cancelliere del tribunale, con spese (da poche centinaia di euro a qualche migliaio) che possono risultare considerevoli, soprattutto se il patrimonio ereditario è modesto.
La procedura richiede inoltre tempi precisi: la dichiarazione va resa davanti a un notaio o al cancelliere, e l’inventario deve essere completato entro tre mesi dall’accettazione se si è già in possesso dei beni, o entro quaranta giorni dalla dichiarazione.

In secondo luogo, comporta vincoli nella gestione del patrimonio ereditario: l’erede con beneficio d’inventario deve amministrare i beni ereditari con particolare diligenza, tenere una contabilità separata, e non può vendere o disporre liberamente dei beni senza autorizzazione del giudice in certi casi.
Deve inoltre procedere alla liquidazione dei debiti ereditari secondo un ordine di priorità stabilito dalla legge, prima di poter trattenere ciò che rimane.

Quando l’erede, anche se beneficiario di amministrazione di sostegno, han certezza che il patrimonio del defunto è positivo – magari perché aveva visibilità completa sulla sua situazione economica – l’accettazione pura e semplice risulta più rapida, economica e permette di gestire liberamente i beni ereditati senza vincoli procedurali.

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